Omnia Out Nihil (tutto o niente) (2)

scritto da Leyla Khaled
Scritto Ieri • Pubblicato 2 ore fa • Revisionato 2 ore fa
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Autore del testo Leyla Khaled

Testo: Omnia Out Nihil (tutto o niente) (2)
di Leyla Khaled

Da quel giorno trascorse esattamente un mese.
Il tempo necessario per farmi sbollire e affrontare la decisione, qualunque fosse stata, di Negev.
L'avevo messo in conto ovviamente che poteva finire e quel tempo mi occorreva per abituarmi a una vita senza di lui.
Detestavo riconoscerlo, ma mi mancava.
Mi capitava di vederlo in giro, e io nascondevo il mio sguardo che lo seguiva, dietro a due occhiali scuri,
oppure accettavo qualsiasi invito a uscire che mi veniva dagli amici-
Ogni sera ero da qualche parte...mi serviva per non pensare .
Ma ogni mattina era lì con me e mi chiedevo cosa stava facendo, a chi stava parlando , cosa stava pensando....e
se pensava a me nello stesso modo in cui io lo facevo nei suoi confronti.
Era lo stesso copione che si ripeteva...cambiavano solo le facce, i luoghi, le modalità, ma era tutto continuamente
una fottuta fotocopia.
Io che non sapevo nemmeno quale significato avesse la parola "Dio", mi vedevo come una santa votata al martirio che si infliggeva continue punizioni per vedere sino a che punto sarebbe arrivata....e non arrivava mai da nessuna parte.
Il 31 esimo giorno telefonai a Negev.
Ero a tavola con una fetta di pizza in mano.
Sentii la sua voce chiara dall'altra parte della linea.
"Si?"
"Come stai?", gli domandai.
"Va tutto bene."
Non so come ma non riuscivo a mandare giù il boccone e continuavo a masticarlo come una vacca al pascolo.
"Allora? Che mi dici?".
Trattenni il respiro e mi odiai profondamente in quel momento.
"Scusa un attimo vado a spegnere il fornello....", gli sentii dire.
Poi odiai lui profondamente.
"Ok sono qui...dicevi?"
"Dico...che hai deciso? ".
"Su cosa?".
Stavo per ricoprirlo di insulti.
Alzai gli occhi al cielo in preda alla disperazione.
"Ahhhh si....mi sta bene..."
"COSA ti sta bene?".
"Andiamo avanti..."
"Ok."
Finalmente la pizza si decise a buttarsi nel mio stomaco.
"Però ti avverto io sto con uno...quello con cui sembrava fosse tutto finito..."
"Mi fa piacere..."
Come aveva fatto quella palla di dimensioni stratosferiche a uscirmi dalla bocca?
"Si anche a me....ci siamo rivisti..e pare che ci fosse ancora un pò di...fuoco sotto la cenere....capisci cosa voglio dire..."
"Capisco benissimo.....ma scusa...non mi cambia la vita...".
"Bene.
Nemmeno a me.
Non c'entra nulla con noi due....alla fine è solo una scarica di ormoni...detesto riconoscerlo ma ne ho bisogno più che mai.....soprattutto ora....".
" E lui , lo sa di essere solo una...scarica di ormoni?", gli domandai.
"Non gli ho mai nascosto nulla....non illudo nessuno...sincero sino a fare schifo...".
"Già.."
"Quando ci vediamo?".
Mi prese alla sprovvista.
Deglutii un pezzo di mozzarella.
"Ma non lo so...."
"Hai da fare questa sera?".
"No...non mi pare...."
"Allora alle dieci e mezza al nostro solito posto.....se ti va?".
Sembrava intimorito a pronunciare le ultime tre parole.
"E la scarica di ormoni non dice niente?"
"E' andato a cena con dei colleghi, ma sarei uscito comunque...sono tre settimane che ho voglia di vederti....biscia...
Ti fa ancora male la mano?"
Quell'episodio era già stato rimosso nella mia testa.
"No, è ok."
"Bene.
Ah ti sono mancato?"
"Si mi sono mancate le tue cazzate...."
"Avevi ragione..."
"A che proposito?"
"Sul fatto che la gente che ti dice che sei indigesta poi impazzisce per te..."
"Era una battuta....mai capitato..."
"Sin''ora....io sono il primo cretino che ci è cascato dentro con tutti e due i piedi..."
"Le mie condoglianze...."
Sentii il click di un accendino.
"E la sai la novità?
Mi piace...."
"Aspetta a dare giudizi...."
"Io non lo cambio il mio giudizio...."
"Ah già, tu sei Mister Non Cambio Mai...."
"Mi vorresti diverso?"
"Ma per carità.....perchè dovrei cambiare qualcosa che mi fa impazzire?"
"Appunto."
Sentii arrivarmi il rumore di un bacio.
"Cos'era questo?
Il bacio di Giuda?"
"Possono darmi tutti i nomi possibili non me ne frega niente, ma nessuno avrà mai la possibilità
di darmi del traditore di un amico".

"Che hai fatto in queste settimane lontano da me?"
"Scritto....scritto......scritto....sino alla nausea...." risposi.
"Roba interessante?"
"Mah....staremo a vedere.....all'inizio tutto è interessante....vediamo se il mio...interesse rimane alto lungo la strada....e tu?"
""Studiato...studiato...studiato....sto preparando l'esame finale del dottorato....." , bevve un sorso di birra.
"Psicologia criminale se non sbaglio?"
"Infatti...strizzerò un bel pò di cervelli bacati....".
Si mise a ridere.
"E sai dove ti piacerebbe lavorare?"
"Qualche idea ce l'ho, ma una decisione la prenderò tra qualche mese.."
"All'estero o qui?".
"Beh qui se non conosci vai poco lontano...per cui...".
Ringraziò la cameriera che era arrivata con la sua cena.
"Pensavo Inghilterra....Francia ....ma mi attira anche l'Australia...".
Guardò cosa c'era dentro al panino.
"Spazi confinati....km e km di sola natura...."
"Il cavallo ha bisogno di molto spazio per poter galoppare indisturbato eh?"
Mi sorrise.
"Tutto è terribilmente...angusto qui.......la mia libertà necessità luoghi più adatti....e meno gente...certe volte mi sento soffocare e devo uscire...a tutti i costi.....".
Addentò il panino.
"E tu?
Quando farai quel viaggio?"
"In Giappone?"
"Si."
"Aspettavo di vedere se mi scaricavi o meno..."
Mi guardò.
"Stai scherzando?" esclamò con la bocca piena di cibo.
"No...è vero..".
Se fosse finita sarei partita e come un antico samurai avrei fatto harakiri.....".
Non disse nulla.
Scoppiai a ridere.
E lui capì che stavo scherzando.
"No a parte tutto......io non voglio essere di intralcio ai tuoi progetti....se devi partire..."
"Parto quando lo decido io...."
"E' la verità?"
"Giuro." e mi misi una mano sul cuore.
Sembrò rassicurato da quella risposta.
"Ok" e mi sorrise.
Guardai in fondo al bicchiere.
Un moscerino si dibatteva nel vino.
"Mi sei mancato...e non è per dire te lo assicuro...."
"Nessuno ti dice le porcate con la stessa...grazia con cui lo faccio io , confessa...".
"In un certo senso hai ragione, sono porcate con ...stile...".
"Si, stile: o mi piglio un ceffone subito o non me lo piglio più ..."
"Beh con me ti è andata bene...ma io ne scrivo di più di quante tu possa dirne, per cui le tue al massimo sono una...fonte di ispirazione..."
"E lo sono state?"
"Si...devo dire che più di una volta mi hanno salvato la situazione, ero a corto di idee....".
"Hey, quando vuoi, ne ho ancora molte altre...sono praticamente una fonte inesauribile...puoi chiedere a chiunque si è messo con me....".
"Lo terrò presente..."
Si mise in bocca un oliva.
"Ma ti rendi conto che non ci siamo ancora saltati alla gola?".
"Siamo qui da appena 20 minuti, mi ci vuole almeno mezz'ora per affilare le armi..."
Infilò in bocca anche a me un'oliva.
"Ma stai zitta....".
"Ma porca miseria quanto sei bello quando ridi Negev.." , pensai in quel momento.
"Va bene...." disse sfregandosi le mani "...ho ancora 10 minuti di tempo prima dell'offensiva..
faccio in tempo a mangiare qualcos'altro....devo essere in forze per affrontarti....abbiamo un mese di arretrato...."
"Che giorno è oggi?" domandai.
"Giovedì" rispose.
"Allora puoi prendertela comoda oggi è il mio giorno di riposo."
"Te l'ho mai detto quanto sei adorabile?"
"No ....mi pare di aver sentito una specie di "impazzisco", ma l'"adorabile" mi manca..."
"Ora non più..."
Mi infilò un braccio intorno al collo e mi attirò verso di lui.
"Lo so che è sto rischiando parecchio ma non m'interessa...."
Mi diede un bacio.

Uscimmo che era ormai passata la mezzanotte.
Negev aveva bevuto più del solito .
"Domani rimpiangerai quella birra in più..." osservai.
"Non ho mai avuto rimpianti...solo rimorsi".
"Come tutti gli stronzi che si rispettano....".
"Si credo di essere stronzo, ma avverto prima...se mi prendi, allora devi accettare tutto il pacchetto..."
Si mise a ridere.
"....E se poi ti lamenti, allora lo stronzo sei tu....".
"Allora devi avere davvero qualcosa di irresistibile perchè la gente accetti condizioni simili..."
Mi prese per un braccio facendomi fermare.
Mi guardò con un sorriso ironico.
"Dimmelo tu....".
"Che sei irresistibile?"
"Non è quello che pensi?".
Mi mise una mano sulla guancia.
"E cosa te lo fa pensare?".
Scostai il viso di qualche centimetro e la sua mano rimase a mezz'aria.
"Uno sconosciuto ti lascia un numero di cellulare e tu invece di buttarlo
vai a cercarlo?"
"E una sconosciuta ti chiama e tu accetti di incontrarla di notte?
Avrei potuto farti le penne indisturbata...o portarmi dietro due che ti avrebbero
fatto la festa.....".
"Oh si...due maschi in una volta ....mi piace questo tipo di festa....", sghignazzò.
"Si lo so per te uno alla volta è troppo poco....
Adesso c'è il Signor Solounascaricadiormoni e io...il triangolo perfetto....".
Ripresi a camminare e lui mi venne dietro.
"Te l'ho detto che mi ero rimesso con lui.....se ti dava così tanto fastidio potevi piantarla lì....e poi tu cosa?
Non mi pare che io e te abbiamo mai diviso lo stesso letto....o era tua intenzione stanotte?"
"O era la tua?"
"Se capitava.....perchè no?".
Cercava senza successo di prendere le sigarette dalla tasca dei pantaloni.
"Mi spiace le ammucchiate non mi sono mai interessate..."
Finalmente riuscì a tirare fuori il pacchetto.
"Peccato....non sai che ti perdi..."-
"Tu invece sei un personalità nel campo..."
"Direi di si....mi piace farmi sbattere e sbattere e allora?
Vuoi farmi la morale?"
Lo guardai senza dire nulla.
"Me ne sono andato a 20 anni da casa perchè mi stava stretta e da allora ne ho fatte che
nemmeno immagini.....e non sono pentito di nulla.....
potrei crepare domani e aver molto poco da rimpiangere...."
Mi strinse l'avambraccio.
"Non c'è niente da fare vero?".
I suoi occhi avevano una luce sinistra e cattiva.
"Non riuscite proprio a non resistere a voler cambiare quelli come me....da fuori siamo.....perfetti....e poi....dobbiamo rientrare dentro i ...vostri binari...".
Gettò a terra l'accendino che non funzionava.
"I miei binari mi aspettano ancora a casa mia se ne avessi voglia.....culo al caldo , lavoro sicuro e una moglie devota....sono dieci anni che aspetta che ritorni per sposarla....la ragazza più dolce che conosco...".
Mi strinse ancora di più.
"Ma mi fa venire il voltastomaco.... e pensare di vivere tutta la mia vita con lei mi mette addosso solo la voglia di impiccarmi a una trave...."
Si rimise la giacca di pelle.
"Io non voglio nè mogli nè...mariti...non voglio che la gente mi dica come devo vivere e.... santo iddio non voglio che la gente cerchi di cambiarmi...voglio solo potermene stare un pò in pace....".
Cominciò a scendergli una lacrima.
"Credi che io chieda troppo quando non pretendo che gli altri cambino per...me?".
Si passò una mano sul viso.
"E meno male che oggi eri in festa....cazzo!"
Tirò fuori il cellulare.
"Hai ragione ..è già venerdì...fanculo....."
Lo vidi andarsene barcollando un pò.

Provai a telefonargli il giorno dopo.
Non rispose mai.
Il cellulare squillava a vuoto, ed era sicurissima che ce l'aveva a portata di mano.
"Allora gli inviai un messaggio.
Solo un: scusa.
Nessuna risposta.
Passarono altri due giorni di silenzio.
Poi arrivò a me un messaggio.
"Anche io ti ho preso a scatola chiusa e sapevo benissimo cosa mi
ritrovavo tra le mani...siamo due stronzi... =) "
Risposi così:
=)
Pace fatta..per ora.
Ma per quanto?
Un giorno...due , qualche ora....
Stavo facendomi un the la sera dopo , verso le undici quando sentii suonare il
citofono.
Mi chiesi chi poteva essere.
"Posso rimanere da te?"
Riconobbi la voce di Negev.
"Si...certo...vieni su...."
Mi infilai un paio di pantaloni , avevo solo una t-shirt.
Negev arrivava sempre con la pioggia.
Era fradicio.
"Che è successo? " gli chiesi.
"Diverbi in ...famiglia.."
"Ah..." esclamai "...entra o mi affogherai lo zerbino...".
Una piccola pozzanghera si era già formata sotto i suoi piedi.
"Vai in bagno togliti quella roba bagnata e mettiti un accappatoio...lo vuoi un the?".
"Magari.....ce l'hai alla menta?"
"Ma certo ...signore...ai suoi ordini...".
Mi sorrise e io feci lo stesso.
Mi domandai che diavolo fosse successo.
Lo vidi uscire avvolto nell'accappatoio rosso.
Si sistemò sul divano.
"Che hai combinato?" gli domandai allungandogli la tazza fumante.
"Ovviamente deve essere colpa mia....".
"Ti sto ...semplicemente chiedendo che è capitato..." , cercai di mantenere la calma.
"Solito...scenate di gelosia tra finocchi...."
"Ma tu non sei...finocchio?"
Mi venne da ridere ma mi limitai ad un sorriso nascosto.
"Hai ragione.....ma non è che faccia molta differenza per la gente...una volta che l'hai beccato in quel posto vagli a spiegare la differenza....".
Sorseggiò il suo the.
"E ha motivo di essere geloso?".
"Certo che si, io vado con chi mi pare, ma a lui stava bene...prima, quando mi ha pregato
di ritornare.....", ne bevve un'altro pò "....e adesso fa la vergine oltraggiata...".
Cercai di trattenere una risata, non sapevo come l'avrebbe presa.
"Guarda beata te che sei donna e non dovrai mai avere a che fare con loro, sono insopportabili....ti stanno con il fiato sul collo come una moglie..".
Si guardò intorno.
"Bello qui...che stavi facendo?".
"Pensavo ad una serata tranquilla...prima...".
"Se vuoi me ne vado...."
"Ma scherzi?
Ributtarti nelle fauci di quell'essere mostruoso?".
Si mise a ridere.
"Grazie."
"Ma ti pare....ma non ti conviene farmi incazzare questa è casa mia e potrei cedere anche alla tentazione di sbatterti fuori..."
"Ok, ok....peserò ogni singola parola...".
Mi diede la tazza vuota e insieme alla mia la posai sul tavolo.
"Vieni qui...", allungò le braccia verso di me.
Mi sedetti accanto a lui.
"Coricati...".
Feci quello che mi aveva detto.
Si mise accanto a me.
La testa sulla mia spalla e un braccio attorno lo sterno.
Io con il mio gli circondavo le spalle.
"Tienimi così....anche solo per un pò...".
"Ti terrò molto di più se lo vuoi...".
"Si...per favore...".
Aveva i capelli ancora umidi di pioggia.
Ci passai una mano in mezzo.
"Continua ....."
Mi strinse più forte.
"Forse riuscirò ad addormentarmi senza pensieri....di sicuro ci sarei riuscito se tu non avessi addosso questa corazza...".
Sentii una risata sommessa.
"Ho una maglietta e un paio di pantaloni di cotone..."
"Appunto , due cose di troppo...e poi chissà quanta altra roba avrai sotto....".
Cercò di sbirciare sotto la maglia.
"Fatti i cazzi tuoi ...maniaco....".
Gli tolsi la mano.
"Eccome se sono un maniaco...e me ne vanto anche....perchè credi che abbia tanto successo?"
"Credevo che fosse perchè sei irresistibile...."
"Ah si anche per quello...ma se non tiri fuori ..buoni argomenti  al momento giusto te lo saluto l'irresistibile....".
Si mise a ridere.
"E tu ne hai un bel pò di ..buoni argomenti immagino....".
"Anni di pratica sul campo...."
Si appoggiò su un gomito e mi guardò.
"Non vorresti conoscere qualcosa in proposito?".
"Questa sera non se ne parla nemmeno, sono morta..."
"Ah tra le mie perversioni c'è anche la necrofilia....che ne dici?"
"Vaffanculo!"
Scoppiò a ridere.
"Sei senza ritegno..." aggiunsi rimanendo seria a fatica.
"Non so nemmeno che significhi la parola "ritegno" , fai un pò te..."
"Domani te lo spiego..."
"Dal suono sembra una cosa noiosissima, come "morale" ...e "normale"..."
"Allora tu sei la cosa più lontana non preoccuparti..."
"Tu hai una maniera strana di farmi i complimenti...non so mai se se mi stai prendendo per il culo o parli seriamente....".
Mi scrutò serio.
"Io ti prendo per il culo..... seriamente...e poi come fai a dire che è
un complimento?"
"Naso..."
"Beh si ...quella roba lì deve pur servirti a qualcosa..."
"Quale roba?"
"Il tuo ...nasino alla francese....".
Questa volta scoppiai io a ridere....
"Il mio ...nasino è molto apprezzato per tua norma....".
Sfiorò il mio con le dita.
"Si , da un elefante.....".
"Puttana!".
Iniziò a farmi solletico.
Cominciai a dimenarmi.
"Piantala ti odiooo!!!"
Gridai.
"Ritira subito quello che hai detto..."
"Fottiti..".
Ricominciò di nuovo.
"Ti ho detto di chiedermi scusa..."
Cercai di fermarlo.
"E io ti ho detto di andare a farti fottere..."
Ridevamo come due cretini.
"Ok, ok ...fermati...." quasi strillai.
"Allora queste scuse?"
"Lasciami riprendere fiato...."
In realtà era solo un modo per pigliare tempo e svincolarsi.
Riuscii in un attimo a scivolare a terra.
"Piuttosto mi faccio ammazzare..."
Non gli ci volle molto a raggiungermi.
"Se è quello che vuoi..."
"Mi afferrò.
"Ti ucciderò di baci...."
Usando entrambe le mani come leva contro le sue spalle
mi tenevo a distanza.
"Me ne basta uno per avvelenarti..."
"Lo so che sei un'aspide, ma ho anche io la mia buona dose di veleno in corpo......potrei essere il tuo antidoto...."
"Allora non servirà a nulla?", domandai fingendo delusione.
"Non credo, ma è un buon modo per cercare di ammazzarci a
vicenda ...non trovi?"
"Si...direi di si..."
Appoggiò la testa sulla mia spalla come se fosse esausto.
"Ma nel mio caso sarebbe come dare un fagiolo a un affamato...."
Rise.
"Ma tu sempre a quello pensi?".
"Beh sempre no....ma spesso si....." sollevò la testa e mi guardò"....e poi scusa, qui..con te...che cosa dovrei pensare?"
"Decisamente tu sei da...psicologia criminale...." dissi scherzando.
"Già...capisco i maniaci meglio di qualunque altro...nessuno potrà fottermi..."
"Lo sai che sei adorabile?".
Si rimise a sedere.
"Questo è uno dei tuoi modi ...contorti per dirmi  che ci stai?
No...perchè altrimenti dovrai lasciarmi 10 minuti in cui mi ritirerò nel tuo bagno e risolverò la faccenda a modo mio....sono in una situazione piuttosto..scomoda..."
"Ok, però non farmi casino..ho appena pulito stamani..."
"Comunque non c'è solo un...modo per placare i miei ardori...lo sai vero?"
"Posso azzardare che...fai schifo?".
"Si lo so...però io sono convinto che alla fine non dispiacerebbe nemmeno a te...".
Mi prese una ciocca di capelli tra le dita.
"Poi ricambio che ti credi?".
Gli tolsi la mano.
"Ah ci credo..."
"Per cui...?"
"Per cui sbrigati in bagno che poi ci vado io..."
"Ti prego Lailaaaa uniamo i nostri appetiti...non lasciare che vadano persi in uno scarico...".
Mi abbracciò.
"Ma vattene va....".
Mi alzai in piedi e lui si appoggiò al divano e chiuse gli occhi.
"Ok...ok.
Non ho mai frequentato così tanto una donna senza essermela portata a letto dopo due giorni..."
"Così tanto?"
"E che ci vuoi fare?
Gli ci è voluto un pò per accorgersi che sono irresistibile..."
"E io allora? Che ci faccio in mezzo a questo harem accondiscendente?"
"Aspetto..."
"Ne vale la pena?"
"Direi di si....se sto ancora a elemosinare qui a quest'ora di notte..."
"Non faccio l'elemosina a nessuno, tanto meno a te....sarebbe umiliante...nei tuoi confronti...".
"Grazie per la considerazione...l'apprezzo...davvero..."
Si rimise in piedi.
"Ma parlando dal punto strettamente pratico...ora mi è di poco aiuto...".
Mi passò davanti e mi sfiorò il collo con una mano.
Mi coricai sul divano e accesi il lettore di cd.
Attaccò "Claire de Lune".
Chiusi gli occhi e mi lasciai cullare dalla musica.
Poi mi addormentai.
Mi svegliai sentendo una mano che mi sfiorava la tempia.
"Eppure quando dormi sembri così innocua....".
Negev era seduto accanto a me.
Mi sorrise.
"Non lasciarti ingannare dalle apparenze.....sono solo in stand by...
Non mi spengo mai del tutto...da qualche parte c'è sempre qualche spia accesa...per cui controlla prima
di prendere qualsiasi iniziativa...."
"Prima o poi troverò la spina e staccherò tutto...e allora ci confideremo i nostri segreti....."
"E ...mescoleremo davvero le nostre lacrime?"
"Soprattutto...ne ho parecchie di arretrate..."
"E chiuderemo il mondo là fuori?"
"Ci puoi giurare...solo io e te....e i nostri fantasmi..."
Mi diede un bacio a fior di labbra.
"Ti va di dormire?" mi domandò.
"Si...."
"Posso sistemarmi come prima?".
Allargai le braccia per accoglierlo e mi venne accanto.
"Ma....il tipo con cui stai...".
Mi accorsi in quel momento che non ne sapevo il nome nè lui me l'aveva mai detto.
"Alex...".
"Lo sa dove stai?"
"Si, certo...gli ho detto che andavo dalla mia amante...."
"Stai scherzando...vero?"
"No".
Mi appoggiai su un braccio per vederlo in viso e lui scivolò sui cuscini.
"Non ci amiamo forse?
Anche se al momento come bravi fratelli...."
"Ma che stai dicendo?"
"Dio santo rilassati...hai paura che venga qui e ci ammazzi tutti e due come in una  sceneggiata?".
"Non mi fido dei....finocchi gelosi....".
"E fai benissimo mia cara.
Ma di solito fanno solo un gran casino....e basta, poi si presentano con il capo cosparso di cenere
a chiedere di ritornare..."
"Non mi pare che tu abbia una gran opinione di lui..."
"Ma che centra....è una gran persona...a modo suo.....ma tutte quelle premure, quei sospiri affranti perchè non riesce
ad avermi tutto per se...mi danno ai nervi...."
"Non sarà perchè ti vuole bene?"
"Anche tu me ne vuoi ma non sei così..."
"Io non sto con te, lui si...e poi io non faccio testo...".
"Ok, quando vuoi ti libero il posto...basta che mi dai il via..."
"Vuoi dire che se io ti dicessi:"Dai ci sto", lo sbatteresti fuori di casa dalla mattina alla sera?"
"No."
"Ah..."
"Tu non hai bisogno di trasferirti a casa mia , per cui gli lascerei con calma togliere le tende..."
Scoppiò a ridere.
"Tu sei fuori...."
"Io sono quello che sono.
Sicuramente ...fuori come dici tu, ma almeno non prendo in giro la gente.."
Mi fece cenno di coricarmi di nuovo.
"E adesso voglio dormire...domani ho una giornata campale...e cominciò già a sentire odore di battaglia...."
"Non credi che sarebbe più comodo un letto?"
"Cercheresti sicuramente di sfuggirmi...e qui non vai da nessuna parte...e mi serve questo per ricaricare le pile...
per cui chiudi il becco papera...."

Come avevo previsto mi svegliai con la sensazione che un camion mi fosse passato sopra.
"La possima volta trovati un altro posto dove ricaricarti....perchè ti lascerò scarico..."
Tentai di spostarlo ma era un peso morto.
"Spostati per dio...non mi sento più il corpo..."
"L'importante è che lo senta io...." e mi sorrise come un ebete.
"Dormito bene?"
"Una meraviglia...."
"Mi fa piacere...io di merda."
"Me lo faresti un caffè ...angelo della casa?"
"Nient'altro?"
"No grazie...alla mattina mi piace tenermi leggero..."
"Mi stai prendendo per il culo vero?
"L'ho sempre detto che sei una ragazza sveglia...."
"Io non l'ho mai sentito...."
"Allora devo averlo detto quando tu non c'eri..ero da solo ..."
"Se fossi sveglia a quest'ora me ne starei in un letto...."
"Tu ieri sera non ne hai voluto sapere....avresti dormito benissimo..
dopo..."
"Ho paura di chiedertelo....dopo CHE?"
"Il trattamento Negev.
Ti avrebbero sentito sino all'ultimo piano..."
"Ci siamo già all'ultimo...intendi i ...piccioni...?"
"Allora il primo....beh... sarebbero morti dall'invidia.."
"Se mi verrà in mente di sterminare i vicini ti chiamerò...
se non ti scansi però ...l'angelo del focolare col piffero che te lo prepara il
caffè.."
"Ah si..." e finalmente mi lasciò libera di muovermi.
Riuscii faticosamente ad alzarmi e andai in cucina.
"Che devi fare oggi?" gli domandai.
"Due conferenze, incontro con il prof. che mi accompagna al dottorato,
cena con i ragazzi  che lavorano con me....da spararsi..e tu?"
"Mi fermai sulla soglia della cucina.
"Me ne vado qualche giorno al mare..."
Stava infilandosi una scarpa quando si fermò.
"Con questo tempo?
E che cazzo ci vai a fare?"
"Vado a ricaricarmi le pile..."
Sentii il caffè che usciva dalla macchinetta e andai a controllarlo.
" E non puoi ricaricarle qui...?"
Girai la testa e lo vidi nel punto esatto dove mi ero fermata io pochi minuti prima.
"No.
Non posso restare qui perchè voglio andarmene là."
Si avvicinò.
"E vuoi lasciarmi solo dopo quello che ...succederà tra di noi nei prossimi giorni?".
"Sbronzo con un the alla menta...
sei di un altro mondo."
"Infatti....appartengo solo al mio.."
"Hai detto bene..il tuo...non il nostro....e io nel MIO vado per un pò al mare."
"E se ti chiedessi di restare?"
"Stai per morire?"
"No."
"E allora mi spiace:
richiesta non accolta.
Te la dovrai cavare da solo per un qualche giorno."
"Ti ho mai chiesto nulla?"
Ero incredula di quelle parole.
"Ti ricordo che ci conosciamo da DUE MESI E MEZZO"
"Ma per me è come se fosse una vita....per favore.."
"Ti ho detto di no."
Posai la tazzina vuota sul tavolo.
Quella di Negev andò a finire sul pavimento.
"Scusa.".
Ma la sua espressione beffarda diceva il contrario.
"Ti sei giocato lo 0,0001 % di possibilità che potessi cambiare idea.
Adesso togliti dai piedi."
"Lo sai perchè sei così...indigesta?"
Non dissi nulla, volevo vedere dove andava a parare.
"Tu scopi poco ragazza mia...".
"E a te insieme al resto sono fuoriusciti i pochi neuroni che avevi in testa..."
Si mise a ridere.
"E chi ti dice che io non vada a fare quello nei prossimi giorni?"
Mi guardò ironico.
"E' una palla..ti si legge in faccia...".
"Non è di facce che sei specializzato..."
"Spiegati.."
Andai a buttare i cocci raccolti a terra.
"Lascia perdere...poi lo so che mi pento di quello che dico..."
"No , adesso sputi fuori quello che hai sullo stomaco.."
"Non ci arrivi?
Devo diventare volgare?"
Restò in silenzio un attimo.
"Ahh ma certo..parli di cazzi...vero?
Ti facevo meno scontata"
"E io ti facevo meno infantile."
"Quanto mi stanno sul cazzo le donne con l'aria" noi siamo più
mature di voi maschietti scemi".."
"Questo l'hai detto tu."
"Questa è la vostra natura...o mammine...o puttane...non avete vie di mezzo.."
Si accese una sigaretta.
"Comunque preferisco di gran lunga le puttane, almeno non si nascondono dietro a
un: lo faccio perchè ti voglio bene"
Schiacciò la sigaretta ancora intera nel portacenere.
"Me ne hanno fatte di tutti i colori nascondendosi dietro questa...ignobile frase.."
Picchiò la mano sul tavolo con violenza.
"Come vorrei un mondo di sole puttane...almeno sarebbe solo uno scambio alla pari...nessuna promessa...nessuna illusione...
solo scopate e qualche risata...poi ognuno per i fatti suoi..."
"Non ti ho fatto nessuna promessa...IO."
"Hai ragione, ero io che mi ero illuso che appartenessi a un...mondo a parte...qualcuno che ti fa dire:"forse il mondo non è poi tutta questa merda" .."
"Io non sono il tuo talismano della felicità, anche se ti fa comodo pensarlo...sono una persona normale..per certi versi banale."
"Si, sei banale...come tutti quelli che ho conosciuto e di cui mi sono fidato, e puntualmente
mi hanno deluso..."
"Forse non sapevi nemmeno tu cosa volevi da loro..o forse pretendevi troppo senza dare nulla
in cambio.."
"Avrei dato tutto se me lo avessero chiesto con onestà...la stessa onestà che avevo io nei loro riguardi.....e invece si insinuano nella mia vita...ci strisciano dentro e vogliono cambiare la mia natura..che secondo loro è sbagliata.."
"Ma è normale cambiare...perchè non lo capisci?"
"Ci sei mai stata in una clinica in cui cercano di cambiare metà di quella che sei?"
Non capivo.
"Sono bellissime...da fuori...
Pareti bianche, parchi enormi...silenzio...e poi ci sono queste...persone...li chiamano dottori.." si mise a ridere, ma era una risata disperata,  "...che cercano con ogni mezzo  di farti capire, che se vai  con qualcuno semplicemente perchè ti piace, non importa a quale sesso appartenga, hai qualcosa di fallato dentro il cervello...e che bisogna a tutti i costi riparare."
Lo guardai fissare un punto lontano.
"Io ci sono stato ...per mia madre "che mi vuole tanto bene" e per una tipa "che me lo chiedeva per il mio bene".
Quelli intorno a me, ad eccezione di un tizio, sembravano lobotomizzati....forse lo erano....non so...sembrava comunque che avessero risucchiato loro il cervello con una cannuccia...parlavano in continuazione dell'amore di dio e di come ci a
vrebbe salvato...guarito le nostre perversioni.."
Si versò un pò d'acqua in un bicchiere.
"Il tipo più..sano, a quello dell'amore di dio non fregava un cazzo e nemmeno di andarsene con una donna, pensava solo a come avrebbe festeggiato il giorno in cui lo avessero tirato fuori..e vuoi sapere come?
Ingoiarsi il maggior numero di uccelli che poteva....e invece a finito per ingoiarsi una lametta da barba ed è morto in due giorni....".
Scagliò il bicchiere contro il muro.
"Alla fine c'ero rimasto solo io, e mi sono giurato che sarei uscito esattamente uguale a quando ero entrato
Avevo due possibilità:
o continuavo a sbattere la testa contro un muro che non sarebbe mai venuto giù o ci scavavo sotto per vedere di uscire .
Decisi di spegnere per un pò il cervello per far credere loro che ero quello che si aspettavano che fossi.
Una volta tornato a casa, non erano passati due giorni che sono sono sparito, lasciando una fidanzata affranta che ancora mi aspetta e una madre che non capisce ancora che ha fatto di male."
"Mi spiace".
"Risparmiami quello sguardo compassionevole,  ne avevo bisogno quando mi ficcavano un ago in un braccio per tenermi buono tutto il giorno...e si vedeva lontano miglia quanto gusto ci provassero.."
"Immagino che psicologia non sia stata una scelta a caso?"
"In questi anni mi sono blindato il cervello, per entrarci dentro dovrebbero mettermi nel cranio una carica di esplosivo..
Ho intenzione insieme ad altri di far loro chiudere quelle cliniche del cazzo, smonteremo tutte le loro teorie balorde sulla ..normalità."
Buttò giù un sorso d'acqua.
"E questo è uno dei miei segreti, e non hai nemmeno dovuto sacrificarti cadendo fra le mie braccia perchè te lo raccontassi."
"Non ho mai detto che sarebbe stato un sacrificio..."
"E allora cosa c'è che ti spaventa tanto al pensiero che possa succedere qualcosa tra noi due?"
"Non è il ...qualcosa..è il dopo... è come se all'improvviso si fulminassero tutte le luci che illuminano una meravigliosa città...."
"Capisco... è il camminare sul filo dell'alta tensione e poi passare a quello ...per stendere il bucato..."
Sorrisi.
"Esattamente....non lo so perchè...ma è come se tutto diventasse meno interessante... e al mago gli si aprisse il doppiofondo del cilindro rivelando la miseria del trucco..."
"Anche tu sei un bel caso..psichiatrico...".
Questa volta fu lui a sorridere senza nessuna ironia.
""Non credo che ci siano ...cliniche per guarire questo.."
"Non sei malata...."
"Sono storta come una banana...e le banane non le puoi raddrizzare...le puoi solo spezzare..."
"Mi piacciono le banane...e non c'è doppio senso te lo assicuro....sono dolci al punto giusto...mai stomachevoli...e ti fanno venire in mente luoghi pieni di calore..."
"Ti va di abbracciarmi Negev?" gli domandai.
"Ma certo...." allargò le braccia "..vieni qui..."
Gli andai incontro .
"Siamo un disastro Laila....
vorremmo amarci ma non facciamo altro che aggredirci,vorremmo appartenere l'uno all'altro ma non sopportiamo di appartenere a nessuno....e peggio di ogni altra cosa vorremmo saper fare a meno l'uno dell'altro, ma non ci riusciamo più...."
In quel momento lasciai che le lacrime mi scendessero tutte.
"Dio solo sa quanto ho tentato ad essere differente Negev.....ma ogni volta mi sento come svuotata.....gli incubi non svaniscono all'alba....".
Mi accarezzò i capelli.
"E io ci rimango imprigionata dentro...e vago senza una meta..."
"In quei momenti vieni da me...." mi disse.
Sorrisi.
Ma ero disperata.
"Sei tu che continuo a tirarmi dietro...sei sempre con me...una seconda pelle, e non mi lasci mai...non hai nessuna pietà di me..."
"Sparirò..se vuoi..." mi disse.
"No...sto all'inferno , ma nessuno può tirarmi  fuori...se non io e il ...problema è che una parte di me non vuole lasciarmi andare..."
"Non sentiamoci per un pò Laila....farà bene anche a me..."
"Questa è una palla....e non ho nemmeno bisogno di vedere la tua faccia per capirlo...."
"Questa è l'unica cosa da fare..se tu non hai un'idea migliore...".
"No..non ce l'ho...".
Mi scostò leggermente da lui.
"Posso darti un bacio di arrivederci?"
Feci di si con la testa.
Mi prese il viso tra le mani e avvicinò il suo.
Poi sentii le sue braccia avvolgermi le spalle.
"Ti avverto sarà un bacio poco...fraterno...e non m'importa  che si spengano metà  delle luci della tua...meravigliosa città....comprerò qualche ....lampadina.....".
Sorrisi.
"Ok.".
Le sue labbra quasi toccarono le mie.
"Dovrai farmelo sentire molto bene il tuo sapore perchè è l'unica cosa che avrò di te nei prossimi giorni..."
Iniziò a baciarmi insistentemente come se volesse togliermi il respiro.
E fu quello che successe.
Riuscii a svincolarmi da lui per un attimo.
"Mi farai morire soffocata..." osservai.
"Se svieni ti farò la respirazione bocca a bocca"
Non feci in tempo nemmeno a ridere, sentii la sua lingua percorrere il contorno delle mie labbra e rituffarsi nella
mia bocca.
Mi stringeva come se aveva paura che fuggissi.
"Ti prego Negev...."
"Sai che per questo è una goccia nell'oceano .....ma so anche aspettare...per cui per ora mi accontento....."
"Grazie...."riuscii a dire.
"Aspetta a ringraziarmi....faremo tutto un conto....e sai che con me le cose non si risolvono
in un quarto d'ora..."
"Roba da far morire d'invidia i vicini?"
"Roba che nessun sogno durerà oltre l'alba....anzi credo non ci sarà alcun sogno...o incubo che sia..."

Rimasi 10 giorni in compagnia dei miei pensieri.
Non sapevo che farmene dei miei pensieri, non mi portavano da nessuna parte.
Mi ritrovavo a vedere una lacrima tuffarsi in una tazza colma di the' al pensiero di quelle di Negev che si mescolavano all'acqua
della doccia o gli scivolavano sopra la pelle quando era rinchiuso là dentro.
Sentivo fisicamente il cuore farmi male...mi svegliavo la notte cercando di addentare un pò di quell'aria che mi mancava...e più ci provavo più il dolore aumentava, più le lacrime scorrevano...e non avevano la minima intenzione di fermarsi.
Avrei voluto fermare tutto..scendere da quel mondo che mi faceva stare male..tropppo male ......perchè tutto non era come qualche anno prima?
La mia testa era sempre un gran casino...ma non amavo nessuno...le amicizie c'erano...ma erano quasi solo un'abitudine.....se quelle persone se le fosse inghiottite la terra davanti a me, io ci sarei passata sopra e continuato per la mia strada...
ora non era più così...maledizione..era tutto stramaledettamente complesso...il mio cuore aveva ripreso a battere... e troppo forte per il mio cervello...che non riusciva a stargli dietro..... mi ritrovavo davanti al monitor di un pc...ascoltare il dolore delle persone
ed entrare dentro di me attraverso il filo degli auricolari...insieme alle note della canzone che ascoltavo...e accorgermi che le lacrime erano entrate tra gli incavi della tastiera....
Certe volte mi odiavo per questo....per questa empatia che si era venuta a creare tra me e le persone.
Sapevo benissimo chi mi avrebbe portato a questo e cercavo di cacciarlo di rendermi..indigesta....fallendo miseramente.
Ritornai a casa, stare là non sarebbe servito a nulla.
Non chiamai Negev , ma lui si fece sentire un paio di giorni dopo.
Mi piombò in casa un tardo pomeriggio.
Gli aprii la porta e mi corse incontro baciandomi.
Lo lasciai fare.
"Finalmente sei tornata..." esclamò con un largo sorriso.
"Già....sono tornata...".
"Che hai fatto?" mi chiese.
"Ho pensato...pensato...pensato sino a quando non ho sentito odore di bruciato...
a quel punto ho capito che , o me ne andavo o la casa andava a fuoco....".
Si mise a ridere.
Io no.
"Ho voglia di uscire...dai mettiti qualcosa e andiamo a mangiare qualcosa...".
Non opposi resistenza, avevo fame anche io.
E fu quella sera che in una piazza lucente di pioggia  gli dissi :
"Siamo come due vampiri .....
succhiamo il sangue alle persone che ci stanno  accanto per poter vivere....
e ora lo stiamo facendo tra di noi....".

Ventiquattro ore dopo mi arrivò la convocazione a parlare ad un festival letterario a Osaka.
Era un sogno che si avverava.
Avevo già deciso da tempo che mi sarei trasferita in Giappone per almeno 6 mesi.
Mentre preparavo i bagagli squillò ilcellulare.
Negev.
"Hey!", la sua voce era squillante.
"Ciao.", risposi solamente.
"Eh..successo qualcosa?" chiese.
"Parto.Giappone"
"Quando?"
"Domani mattina"
"E cosa aspettavi a dirmelo?"
"Avrei dovuto?" esclamai un pò irritata"..Non sei tu quello che se va sempre per primo?
E ora ti brucia essere piantato in asso non è così?"
"No.Sapevo che prima o poi sarebbe accaduto."
"Meglio.Non mi piacciono i pianti greci."
"Non ho mai pianto per nessuno."
"Perfetto...nessun cuore infranto sull'asfalto."
"Già."
"Sei l'amico perfetto.
Stile"Rimani sino a quando vuoi  o vattene mi sta bene comunque"..", sorrisi prendendo una sigaretta dal pacchetto.
"Direi di si...ma è la gente che mi ha fatto diventare così...."
"Bella scusa del cazzo...tu hai una scusa del cazzo per tutto quello che ti fa comodo..e solo perchè non sopporti di soffrire..per cui sparisci prima tu, sei straordinariamente...tollerante...ma in realtà sei solo un fottuto ipocrita a cui non frega un cazzo di nessuno."
"Tu non sai un cazzo di me...", la voce cominciava ad alterarsi.
"So quello che hai avuto la bontà di farmi sapere ed è abbastanza per tirare le somme."
"Tu in tre mesi tiri le somme?", si mise a ridere.
"Tu in tre mesi spiattelli fuori  a uno sconosciuto cose che probabilmente nemmeno tua madre sa? O sei un idiota o avevi una voglia pazza di farmele sapere...."tirai una boccata "...tu morivi dalla voglia di farmele sapere..."
"Si è vero pensavo di potermi fidare di te."
"E?"
Stava per parlare, ma lo interruppi.
"Ah si sono come tutti gli altri non è così? Una delusione.
E tu cosa credi di essere?
Un premio a cui aspira chiunque prima o poi?
Cè una specie di aria...guasta intorno a te, che distrugge tutto quello che tocca..."
Non diceva nulla.
"Potresti avere chiunque ..e non per una scopata ...ma qualcuno che ti ami davvero...COSI'
COME SEI..ma hai paura....e continui a scappare da te stesso..e dagli altri..."
Schiacciai la sigaretta nel portacenere.
"La tua aria maledetta ti terrà dietro sino a quando sarai giovane ed attraente poi diventerai  solo un
.......patetico uomo di mezza età...solo come un cane...."
Chiusi con violenza la valigia.
"Ma è la tua vita...e io mi ripiglio la mia....non mi diverto più."
"Posso essere solo così."
"Puoi essere quello che vuoi e lo sei perchè l'hai scelto tu.
Il fiele e lo zucchero sono una pessima accoppiata Negev....la gente potrebbe sputarti tutto in faccia o potrebbe avere un'indigestione...di te..."
"Vuol dire che sono abituati a sapori...insipidi...".
"Vuol dire che tutto quello che è sempre uguale a se stesso  diventa insipido..."
"Allora vattene, non ho bisogno di te."
"Non sono io che me ne vado, sei tu che te ne stai andando da me".
"Io non parto...tu parti".
"Ma io ritornerò e so per certo che non ti ritroverò più che tu vada in  l'Australia o
rimani qui.
Io posso anche spostarmi ma rimango sempre ferma e tu sai dove potermi trovare...solo che non lo farai...perchè io ti ho tradito....vero?
"Non mi interessa quello che fai....puoi decidere quello che vuoi...."
"Non è affatto vero che non t'importa, altrimenti mi avresti detto:
ci sentiamo quando ritorni ,
o:
ci sentiremo in un modo o nell'altro.
Ma a te non interessa...la tua mente sta già vagando alla ricerca di qualcun'altro....
e lo troverai stanne certo..."
"Si lo so ho sempre trovato qualcuno..."
"E perso qualcun'altro....."
Per un minuto ci fu il silenzio.
"Addio Negev....."
Non ne ebbi mai nessuna risposta, e la telefonata
terminò.
Non lo rividi mai più.




Omnia Out Nihil (tutto o niente) (2) testo di Leyla Khaled
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